TANKARD: CD-Review 05/2004 www.dheadbangerszine.com

GRUPPO: VOTO:
Tankard  7,5/10
TITOLO: GENERE:
Beast of bourbon thrash 
ETICHETTA: SITO:
AFM Records www.tankard.org
ANNO: E-MAIL:
2004 /

The kings of beer are back!!! Con "Beast of bourbon" la band più alcolica del mondo torna prepotentemente sulle scene e lo fa nel migliore dei modi. A vent´anni dalla pubblicazione del loro primo demo tape il gruppo capitanato dal panzutissimo Gerre continua a deliziarci con il suo thrash metal violento ma dall´attitudine ultra funny e goliardica. Certo non aspettatevi innovazioni nello stile o nelle tematiche trattate, ma in fin dei conti, quando si parla dei Tankard, chi è che le vuole? È giusto che sia così...Da una band come la loro ci si aspetta dell´altro, e vi assicuro che in "Beast of bourbon" troverete tutte le caratteristiche che hanno reso famosi questi quattro alcolizzati tedeschi...È innegabile che la band di Francoforte stia vivendo una seconda giovinezza, dopo l´ottimo "B-day", così come il thrash metal di stampo tedesco, ed è per questo che ci troviamo di fronte ad un album che si mantiene ad alti livelli per tutta la sua durata. L´unico neo, se proprio vogliamo essere pignoli, è che non c´è un brano che spicca sugli altri, che si fa ricordare per qualche particolarità. Però il fatto che non ci siano cali, come spesso accade, penso sia comunque un ottimo risultato per i nostri, oltre al fatto che, per quanto i brani non si discostino dallo stile solito della band, ci sono comunque delle aperture interessanti. Sin dall´opener "Under friendly fire" la band spinge sull´acceleratore, buttandoci addosso il classico teutonic sound, fatto di riffing serrato, batteria sempre in up tempo e vocals infuocate. Come poteva inoltre mancare il classico ritornello orecchiabile? Un ottimo inizio...Così come era impossibile che Gerre non scrivesse l´ennesimo inno alla birra, ed ecco quindi "Die with a beer in our hand", assolutamente delirante, tanto che penso sia superfluo parlare del testo...Ottima la produzione di Andy Classen, con suoni potenti ma allo stesso tempo puliti, che fanno apprezzare al meglio tutti gli strumenti. Come detto prima è inutile fare un´analisi dettagliata brano per brano, però vorrei lo stesso segnalarne un paio, come "The horde", assolutamente eighties nelle intenzioni, oppure "Dead man drinking", altro inno alcolico o "Alien revenge", riferimento che non penso abbia bisogno di spiegazioni per chi conosce il gruppo. Superfluo dire che tutti gli amanti del thrash e in particolare delle sonorità legate ai fantastici anni ´80 troveranno pane per i loro denti e potranno torturare i propri colli con un headbanging selvaggio dalla prima all´ultima nota di questo album, passando poco meno di un´oretta di assoluta goliardia...Unica vena triste è pensare che al 90% anche questa volta questi quattro simpaticissimi e genuini tedesconi non faranno il grande salto, e resteranno gli eterni secondi dietro band come Destruction, Kreator o Sodom, quando invece, soprattutto grazie a questi ultimi due lavori, hanno dimostrato non solo di non avere nulla da invidiare ai loro più illustri compagni di devastazione, ma di essere probabilmente i più spontanei e autentici, lontani anni luce da soluzioni studiate a tavolino. Sono altrettanto sicuro, però, che a loro non importi poi tanto...un´altra birra e via... 

I want to drink some WHISKYYYY, I want to drink some BEEEEEEEERRRRRRRRRR...(Dulnir)

TRACKLIST: Under friendly fire / Slipping from reality / Genetic overkill / Die with a beer in our hand / The horde / Endless pleasure / Dead man drinking / Alien revenge / Fistful of love / Beyond the pubyard / We're coming back